| Pensieri
in libertà |
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venerdì, 21 settembre 2007
Luci, suoni, tutto questo verde che ti rilassa in contrasto con centinaia di macchinette (mangiasoldi) che lampeggiano, luccicano e - forse un po' - ti rincretiniscono. Queste belle donne che viaggiano per i tavoli, che sono carine con tutti, il rumore dei gettori che cadono, il brusio di sottofondo, il rumore delle palline che girano (anche quando perdi...): tutte cose che, voglia o no, ti mettono a tuo agio. E poi queste figure "misteriose" di cui, quasi sempre, vedi solo il busto: i croupier. Uomo o donna non importa: hanno un qualcosa di particolare, quasi un carisma che ti mette in difficoltà fin da subito, fin da quando devi scegliere in quale tavolo sederti. Noi, ovviamente, abbiamo optato per un croupier donna. E volevo ben vedere. Perché anche se il portafoglio avesse pianto, almeno l'occhio aveva avuto la sua parte. Mora, capelli lunghi, molto carina, ben vestita con quella camicia bianca, il gilet e i pantaloni di stoffa attillati, ma soprattutto di gran mestiere. Si alternava con un'altra, bionda, leggermente meno abituata a quel ruolo. Lo si notava nella relativa lentezza nel dare le carte (abbiamo giocato a black jack) e - a volte - nel viso davvero (?) dispiaciuto per una puntata andata persa. Poi è arrivato un ragazzo, inesperto, doveva impare e aveva un tutor. Tremano più le mani a lui che a chi doveva puntare, noi compresi. Ha anche chiesto a uno che aveva black jack di prima mano se voleva carta... Ho deciso. Da grande voglio fare anche io il croupier, se non altro perché giocare in un casinò con soldi non tuoi non è da tutti. I miei amici mi hanno fatto notare che con il pizzo lungo difficilmente sarei preso, ma io confido che tagliandolo leggermente tutto si sistemi. Les jeux sont faits, rien ne va plus! thought by guto |
09:39 | commenti (1)
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